Nella notte che sprofonda nell’immobilità del silenzio, dove ogni cosa è muta a parte i grilli fuori dalla finestra ed il russare lieve del mio cane, apro una finestra sul nuovo giorno. S’illumina questo schermo al plasma di fronte a me, che rende il mio viso più chiaro e le mie dita più veloci. Estensione palpitante del mio cuore, dall’alchimia di un doppino telefonico apro la mia mente alla mente di altri, succhio la linfa vitale dell’informazione che viaggia senza padrone dalle dita di un altro ai miei occhi, che ritorna dalle mie dita al mondo. Consapevole che in un mondo dove tutto è merce l’unica cosa che mi rimane è questa: la possibilità di creare una frase, una riga di codice, una canzone, un disegno, un algoritmo, una fotografia da trasformare in un dono. Un dono immateriale, un dono che non conosce la scarsità della materia, un dono riproducibile all’infinito, un dono virtuale all’umanità reale. Un dono che viaggia attraverso uno spazio che non è spazio, un tempo che non è tempo, un dono che può rivelarsi tale solo nell’irregistrabile squarcio del presente. E dal bazar dei nostri scambi, che appaiono devianti, caotici, incomprensibili, sorge come dal cuore della terra una cattedrale, la cattedrale dell’intelletto collettivo.

Nella notte che sprofonda nell’immobilità del silenzio, dove ogni cosa viene resa muta da mani avide che sottraggono i doni dell’intelletto collettivo all’umanità, si alza un vociare confuso di persone, esseri umani, uomini e donne, ragazzini e ragazzine, madri e padri, fratelli e sorelle che esprimono, senza ancora saperlo, la loro volontà di creare un mondo di libera circolazione delle idee. E allora impulsi elettrici su fili di rame, fotoni incanalati nella fibra ottica, onde di ogni ampiezza nell’etere spargono su questo vecchio mondo agonizzante il seme di un mondo nuovo. La condivisione della conoscenza è stata da sempre il motivo del nostro successo in quanto specie, la chiusura degli archivi dell’informazione si candida ad essere il motivo principale della nostra autodistruzione.

Nella notte che sprofonda nell’immobilità del silenzio, dove le idee si fanno merce e la mercificazione delle idee uccide il cuore dell’uomo, uomini accecati dall’avidità non possono vedere l’innaturalità della mercificazione della conoscenza. Siamo tutti nani sulle spalle dei giganti quando tracciamo nuove rotte sulle quali instradare la nostra produzione individuale e collettiva, ma se i giganti vengono rinchiusi in prigioni di silicio, custoditi da cerberi virtuali, protetti da vigili sentinelle legali, incatenati da una concezione distorta di “proprietà intellettuale”, distribuiti in pillole dall’industria della formazione, allora restiamo nani, prigionieri di noi stessi e del nostro tempo, limitato allo spazio della nostra vita. E il mondo, che mai come ora ha un bisogno, un’urgenza di trovare nuove soluzioni ai sempre nuovi problemi che lo affliggono, rimane zoppo nell’avanzare, monco nel produrre e minorato nel pensare.

Nella notte che sprofonda nell’immobilità del silenzio, rotto dal pianto di bambini che muoiono a causa di una scarsità artificiale e artificiosa, si apre una nuova speranza. La speranza del dono, inteso come condivisione totale della produzione intellettuale, che, grazie alle creazioni intellettuali di donne e uomini visionari, possiamo ora distribuire e comunicare ad una velocità e con una propagazione virale fino ad oggi impensabile. Il godimento della condivisione del pensiero è sempre esistito nella natura umana, il godimento dell’apprendimento è stato il motore del progresso. La mercificazione della “proprietà intellettuale” ci ha spogliati di questo godimento, che va riconquistato attraverso la riscoperta di una caratteristica innata nell’uomo, la spinta al libero scambio delle idee: il dono supremo della vera condivisione.

Nella notte che sprofonda nell’immobilità del silenzio questo è un punto di partenza, non di arrivo. Questo scritto è solamente un dono del quale potete fare quello che volete. E’ unicamente il dono della sua possibilità.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>